Biblioteca

“La biblioteca, divisa in più ambienti, per gruppi affini, un cumulo che quasi stordisce di volumi in-folio solenni, inusitati, creduti dispersi, un grandioso dispiegamento delle antologie più rare, una forte tentazione per ogni bibliofilo, una seduzione, l'idea di annidarsi qui per settimane e settimane, con libri la cui scadenza va oltre l'inverno e la primavera. Si levano ombre antiche e imponenti: Beda Weber, Pius Zingerle, ex libris, riviste, rarità fatte di santini, ore, giorni sacrificati ad opere stampate ingiallite di ogni tipo. Quali tesori potrebbero ancora emergere da queste casse!” (Der Schlern 10, p. 300)

Questa descrizione della biblioteca di Marienberg, scritta dal professor Paul Rossi nel 1927, è attuale ancora oggi, poiché da allora i suoi ambienti non sono sostanzialmente mutati. La storia della biblioteca prima del 1700 resta ampiamente avvolta nell'oscurità. Possono essere forniti dati più precisi sul numero e sul contenuto dei libri solo a partire dal primo Settecento grazie al catalogo realizzato nel 1808 con la soppressione dell'abbazia. La biblioteca conobbe un grande sviluppo con la riapertura dell'abbazia nel 1816. In quel periodo fecero la loro comparsa anche Beda Weber (1798 – 1858), Pius Zingerle (1801 – 1881), Albert Jäger (1801 – 1891). Tanto i lasciti dei professori ricordati (con l'eccezione di Beda Weber), quanto la biblioteca degli studenti e dei docenti del Ginnasio-Liceo benedettino di Merano, chiuso dall'abbazia nel 1928, vennero incorporati nella biblioteca conventuale. Oggi essa conta ca. 90.000 volumi, collocati in cinque sale del piano interrato e in due altre sale all'interno (biblioteca di consultazione) e all'esterno della clausura (biblioteca di studio specializzata in storia).

La maggior parte dei volumi è accessibile grazie a un catalogo cartaceo a schede per autori.

Dal 2011 il patrimonio librario di Marienberg viene inserito online grazie al progetto "Censimento delle biblioteche storiche", finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.